Fatti curiosi sulla pallavolo

Da Faustball a Mintonette a Volleyball

Nel 1893 in Germania fu introdotto un gioco chiamato “Faustball” (pallapugno), tuttavia il merito dell’ideazione della pallavolo nella forma odierna è da attribuire all’istruttore di educazione fisica americano William Morgan dell’YMCA (Young Men’s Christian Association) di Holyoke, nel Massachusetts. Se nella Faustball la palla poteva toccare il terreno anche due volte, nella “Mintorette” di Morgan la palla doveva essere giocata al volo. Morgan mirava a tenere in forma i giocatori di baseball e di football facendoli allenare al coperto durante il periodo invernale, per cui si ispirò al tennis – che coinvolgeva solo quattro giocatori – per ideare uno sport di squadra in cui la palla veniva colpita con le mani al posto delle racchette e alzò la rete da tennis a due metri dal suolo. Il 6 febbraio 1896, di fronte al sindaco della città, al comandante dei vigili del fuoco, ai colleghi e al preside dell’istituto, Morgan diede dimostrazione pubblica del nuovo sport con caratteristiche profondamente diverse dagli altri sport in voga a quel tempo. L’allenatore inizialmente lo chiamò Mintonette (probabilmente pensando anche al Minon: nome di un gioco francese in cui nobili e dame “schiaffeggiavano” la palla nel Settecento). La Mintonette formava atleti più agili, con una buona elevazione e migliorate capacità acrobatiche.

Halstead e il nuovo battesimo

Il 10 marzo del 1896 Alfred Halstead, il Supervisor del College di Springfield, convinse Morgan a cambiare il nome (ritenuto troppo femminile) in “Volley-ball”, tradotto poi in italiano come “pallavolo”. “Volley”, in inglese, sta per “colpo violento”, oppure “raffica” (letteralmente potremo dire “palla sparata”). Dalla diffusione negli istituti YMCA, in particolare a Springfield, iniziò poi un crescente successo.

Due anni dopo la pallavolo era praticata ampiamente in quasi tutta l’America Meridionale (prevalentemente in Brasile, Argentina, Uruguay) fino a raggiungere nel 1898 Manila, ma persino la Cina e il Giappone, nazioni in cui la popolarità del nuovo sport fu strabiliante.

Pallavolo e caratteristiche fisiche degli asiatici: la “bomba” filippina

La pallavolo si diffuse nelle Filippine grazie all’insegnante di educazione fisica americano Elwood Brown dell’YMCA di Manila (Filippine), che percepì come le caratteristiche fisiche degli asiatici si confacessero perfettamente al gioco della pallavolo. Da questa intuizione e dalla pratica incentivata da Brown nacque il crescente successo di questo sport tra le popolazioni asiatiche.

Proprio durante una partita del 1916 nelle Filippine si assistette al primo passaggio con traiettoria molto alta al compagno che permetteva a quest’ultimo di colpire la palla con violenza piazzandola sul terreno avversario. Col nome di “bomba” nacque così un passaggio molto popolare nella pallavolo: l’alzata con schiacciata.